Maggio 1983 e Maggio 1996 due date fondamentali nella carriera di Roberto De Angelis; tredici anni di matite, chine, pennarelli, ecoline, cartoncini e notti insonni. Tredici anni fra la prima apparizione sulla fanzine Trumoon e la prima copertina di Nathan Never. Tredici anni in cui il lavoro e la passione l’ hanno portato a cercare nuovi stimoli per approdare ad una invidiabile riconoscibilità del segno. Tredici anni in cui la sua ricerca personale non si è fermata, una crescita costante nella consapevolezza di avere sempre e comunque un traguardo da raggiungere.

16 Dicembre 1959, napoletano di nascita, salernitano di adozione emette i primi vagiti grafici nel 1983 quando si unisce ad un gruppo di giovani concittadini; creatori e redattori di Trumoon, una delle tante fanzine nate e cresciute nei “favolosi anni 80”. Raffele Della Monica, Giuseppe De Nardo, Giuliano Piccininno prima e Bruno Coppola e Luigi Siniscalchi poi saranno i compagni di un viaggio che dura tutt’oggi. Un periodo particolarmente fertile per un genere che ha dato i natali a molti autori affermati.

Nel numero due di Trumoon viene pubblicata “L’uomo di Lisa”, sette pagine realizzate da De Angelis, in cui l’amore per Paolo Eleuteri Serpieri spicca nettamente. Nei lavori successivi l’influenza del creatore di Druuna sarà riconoscibile solo nel sapiente uso delle inquadrature. Con i primi lavori pubblicati e molta incoscienza riesce ad ottenere, insieme a gli amici di Trumoon, un contratto con lo studio romano di Dino Leonetti che gli commissiona alcune storie per le “Edizioni Cioè”.

Nella seconda metà degli “anni 80” De Angelis, Brindisi, Coppola e Siniscalchi decidono di affittare un appartamento per creare un vero e proprio studio grafico. La prima produzione è un albo celebrativo per il Napoli Calcio realizzato in tandem da De Angelis e Brindisi. Nel 1987, durante la collaborazione con L’Intrepido incontra Ade Capone con il quale realizzerà molti anni dopo Kor One, quasi un preludio a Nathan Never. Contemporaneamente, la collaborazione con lo “Studio Leonetti” da i primi frutti artistici ed economici, De Angelis realizza alcune storie per Tilt e Boy Comics. La possibilità di pubblicare a colori esalta De Angelis che riversa nelle sue tavole la sua passione per due grandi autori iperrealisti: Juan Gimenez e Tanino Liberatore. “Soldato allo Specchio” e “Leone per amore” sono il frutto di questo amore.

Nel frattempo la neonata “ACME“, di Francesco Coniglio, è a caccia di nuovi autori per realizzare un ambizioso progetto editoriale lo studio di Salerno viene assunto in blocco, la produzione a cavallo del decennio spazia dal porno ai racconti horror. De Angelis passa allegramente da “Gambe aperte” su Cosce a “Tempi duri per i mostri” su Mostri. In quegli anni nuovi personaggi si affacciano alla “Sergio Bonelli Editore”, il Trumoon Studio in pieno fervore creativo decide di tentare un salto qualitativo giocando la carta Nick Raider. Il quartetto salernitano invia le consuete prove per l’esame di ammissione presso la casa editrice milanese. La trafila è quella classica: l’attesa di una risposta, la telefonata inaspettata di Antonio Serra per delle prove specifiche sul nascente personaggio di Nathan Never, e finalmente la convocazione a Milano per entrare a far parte dello staff della prestigiosa casa editrice. Nei primi anni De Angelis si rivela uno degli autori di punta della testata. La rapidità e la qualità delle tavole lo portano a inaugurare le produzioni extraseriali del personaggio bonelliano.

Suoi sono: lo Speciale Nathan Never n. 1 (1992), il primo Almanacco della Fatascienza (1993) e Nathan Never Gigante n. 1 (1995). Con il numero 60 della serie diventa il copertinista ufficiale, succedendo a Claudio Castellini creatore grafico del personaggio.